Mappe e Percorsi
In questa area ti forniamo mappe ed altre indicazioni utili ad orientarti nell’Oasi San Felice e programmare le tue visite ed i tuoi itinerari.

Il primo "Percorso Natura" copre un circuito di circa 2 km.
Partendo dalla piccola area di sosta posta a destra della Fiumara di San Leopoldo (subito dopo il ponte, sulla strada provinciale n. 158), si imbocca il sentiero che s’addentra nella folta pineta ricca di sottobosco, dai molteplici semtori e profumi.
Avviandosi poi verso il mare, si costeggia il canale scavato interamente a mano nel 1833, i grossetani lo chiamano semplicemente Fiumara, che all’epoca servì a convogliare le acque delle colmate di bonifica dopo che queste si erano schiarite e avevano depositato le fertili argille che oggi costituiscono la pianura maremmana.
Il canale non sfocia nel mare ma si presenta come un lago costiero ricco di animali acquatici: dagli affacci lungo il sentiero si possono osservare, ad esempio, folaghe e gallinelle o udire il verso stridulo del porciglione, tutti uccelli che hanno familiarità con il canneto e con le acque tranquille, mentre dal profondo della pineta circostante fa eco in ogni stagione il sonoro richiamo del picchio verde.
Seguendo le indicazioni, ci si inoltra quindi entro un colonnato di pini secolari che s’innalzano da un fitto e profumato sottobosco di mirti, rosmarini e lentischi.

Percorsi circa 300 metri, il sentiero devia sulla sinistra e giunge al retroduna dove le piante pioniere sono il ginepro coccolone e l'erica multiflora. Il sentiero attraversa la duna e consente di affacciarsi al mare. Si raccomanda qui di non calpestare la duna, fra le meglio conservate della Maremma, per non danneggiare le preziose piante che già hanno vita dura per la convivenza con situazioni estreme come il vento e la salsedine.
Giunti sulla spiaggia, si possono ammirare le isole dell’Arcipelago Toscano, famose per la loro bellezza: muovendo lo sguardo da sud, si osserva dapprima il Monte Argentario, quindi l’Isola del Giglio, le Formiche di Grosseto, Montecristo e infine l'Elba. Nelle giornate più limpide si può scorgere, a chiudere l’orizzonte, persino la prospiciente Corsica.

Rientrando quindi nel retroduna, si percorrono allo scoperto circa 200 metri, accompagnati dai versi dell'occhiocotto e della magnanina, piccoli uccelli delle zone arbustive e asciutte. Sempre seguendo le indicazioni, si muove in direzione di Castiglione della Pescaia, dove il sentiero compie una curva sulla destra per formare un percorso circolare che attraversa la parte più interna della pineta. Qui, protette dai venti marini, si scoprono, non senza stupore, alcune querce tipiche della macchia mediterranea, come la roverella, la sughera e il leccio. Nel periodo estivo tra i grossi pini, si può scorgere sfrecciare il lampo azzurro della ghiandaia marina, simbolo dell'Oasi.
La via del ritorno porta senza difficoltà al punto di partenza.